{"id":168,"date":"2012-09-06T10:46:23","date_gmt":"2012-09-06T10:46:23","guid":{"rendered":"http:\/\/stage.studioperforma.it\/?p=168"},"modified":"2013-02-18T09:26:41","modified_gmt":"2013-02-18T09:26:41","slug":"masterplan-di-una-nuova-citta-da-30-000-chiamata-vema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studioperforma.it\/it\/masterplan-di-una-nuova-citta-da-30-000-chiamata-vema\/","title":{"rendered":"Masterplan di una nuova citt\u00e0 da 30.000 abitanti, chiamata VEMA"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo progetto urbano \u00e8 stato in primo ad essere esposto in anteprima in occasione dell\u2019inaugurazione ufficiale del nuovo padiglione italiano alla 10\u00b0 Biennale di Architettura di Venezia. E \u2018stato intitolato: \"La Citt\u00e0 Nuova. Italiay-2026. Benvenuti a VEMA\". L' \"y\" nel titolo \u00e8 stata pensata per suggerire la lettura subliminale \"Italy\", come un prolungamento del paese al di fuori dei propri confini, una trascendenza creativa che si sta rivelando sempre pi\u00f9 necessaria. Il tema proposto da Franco Purini, con Margherita Petranzan, Nicola Marzot e Livio Sacchi, \u00e8 la progettazione di una nuova citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una \"nuova\" citt\u00e0 che \u00e8 anche una citt\u00e0 \"ideale\", una citt\u00e0 innovativa ed \"utopica\" - derivata da un'utopia di Ernesto Nathan Rogers - vicina all\u2019incrocio dei corridoi ferroviari europei Lisbona-Kiev, Berlino-Palermo. Questa citt\u00e0, situata tra Verona e Mantova, sar\u00e0 chiamata VEMA e sar\u00e0 progettata da venti architetti o gruppi di architetti di et\u00e0 compresa tra i trenta e i quarant'anni, che affronta un vasto numero di questioni, tra cui la casa, il luogo di lavoro, il corpo, l\u2019arte, le infrastrutture, i media, la natura, il tempo libero e l\u2019energia. In un tentativo di mettere insieme i temi della sostenibilit\u00e0 e la necessit\u00e0 di riconfermare il ruolo essenziale dello spazio pubblico, anche a livello di \"immagine\". VEMA aspira, entro i limiti della simulazione virtuale, di essere un esperimento totale che ri-esplora ogni aspetto della pianificazione urbanistica. Agli architetti invitati a lavorare per la citt\u00e0 \u00e8 stato fornito un piano concepito dai curatori, molto semplice e flessibile, un modello basato sulla alternanza di bande parallele di spazi verdi e aree costruite, intersecati da un\u2019altra banda di verde che corre lungo il confine tra la Lombardia e il Veneto ed una rete di strade affiancate ai canali di collegamento tra il Mincio e il Po, VEMA ricapitola e ridisegna il mondo urbano della pianura padana in una struttura pi\u00f9 complessa e intricata, espressione di una dinamica di livello europeo e mondiale; il mondo urbano in questione \u00e8 caratterizzato da marcate omogeneit\u00e0 ambientali e architettoniche, anche se questo \u00e8 sempre contraddetto da sottili differenze e animato da potenti caratteristiche monumentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La struttura della citt\u00e0, sulla base di un rettangolo d\u2019oro (misura 2260 metri da 3700 metri) ed \u00e8 progettata per una popolazione di circa 30.000 persone, incorpora una serie di pre-esistenti strade ed edifici, che aspirano a radice del contesto locale assieme alle sue strutture, trame e fonte di espressione per il nuovo. La decisione di proporre un progetto aperto e in evoluzione ha creato il desiderio di evitare di offuscare l\u2019architettura con un piano urbano troppo forte, cos\u00ec come il desiderio di lasciare i progettisti completamente liberi di introdurre varianti, alternative, integrazioni, e ibridazioni nel piano. Sul piano pi\u00f9 architettonico, i venti gruppi sono stati invitati a preparare soluzioni, che potrebbero servire da modelli tipologici e linguistici, con sofisticate soluzioni basate su significative accelerazioni di temi, una eterotopica deviazione deliberata e su una vasta ricerca di elementi che \u00e8 possibile trarre da altre discipline. Gli architetti sono stati inoltre invitati a scegliere gli artisti con i quali sentono un\u2019affinit\u00e0 e di coinvolgerli nei loro progetti, al fine di riaffermare la contiguit\u00e0 tra arte e architettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si deve aggiungere che un altro obiettivo di VEMA \u00e8 quello di combattere lo \"sprawl\", per sostituire la rampante proliferazione indifferenziata di case, capannoni e centri commerciali al fine di creare un\u2019entit\u00e0 urbana riconoscibile che potesse favorire nuove relazioni con le aree circostanti, ed articolando il potenziale inespresso di quelle che gi\u00e0 esistono nella pianura padana.<\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo progetto urbano \u00e8 stato in primo ad essere esposto in anteprima in occasione dell\u2019inaugurazione ufficiale del nuovo padiglione italiano alla 10\u00b0 Biennale di Architettura di Venezia. E \u2018stato intitolato: &#8220;La Citt\u00e0 Nuova. Italiay-2026. 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