{"id":1255,"date":"2016-02-23T15:28:06","date_gmt":"2016-02-23T15:28:06","guid":{"rendered":"http:\/\/studioperforma.it\/?p=1255"},"modified":"2017-07-19T08:28:47","modified_gmt":"2017-07-19T08:28:47","slug":"abbadia-santi-naborre-e-felice-distretto-popolare-evoluto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/studioperforma.it\/it\/abbadia-santi-naborre-e-felice-distretto-popolare-evoluto\/","title":{"rendered":"Abbadia dei Santi Naborre e Felice &#8211; Distretto Popolare Evoluto"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il complesso religioso dei Santi Naborre e Felice \u00e8 stato una delle pi\u00f9 antiche e importanti sedi di stanziamento e diffusione del cristianesimo cittadino fin dai primi secoli dell\u2019era Cristiana, ricoprendo forse il ruolo di prima sede episcopale della citt\u00e0. Oggi celato dalla cortina edilizia di via San Felice, l\u2019abbadia si affacciava direttamente sulla via Emilia, maggiore arteria di traffico cittadino, raggiungendo grande prestigio come monastero Benedettino intorno all\u2019anno Mille, e assumendo diverse funzioni assistenziali e monastiche prima di venire convertito in caserma e ospedale militare sotto la Repubblica Cisalpina alla fine del XVIII secolo.<br \/>\nRimasto per pi\u00f9 di un secolo\u00a0sotto la competenza del Ministero della Difesa l\u2019immobile, venuta meno l\u2019iniziale strumentalit\u00e0, \u00e8 stato ceduto al Demanio Militare, che\u00a0offre oggi al Comune di Bologna la possibilit\u00e0 di convertire gli spazi dell\u2019abbazia, anche previa acquisizione. L\u2019Associazione Planimetrie Culturali, in attesa che si creino le condizioni per ufficializzare un accordo tra le parti, prevede il suo recupero secondo un programma di attivit\u00e0 sociali e culturali con l\u2019obiettivo di accompagnare le istituzioni e le organizzazioni (pubbliche, private; profit e non-profit) in un percorso progettuale condiviso: il Distretto Popolare Evoluto (DPE).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il complesso presenta le caratteristiche morfologiche tipiche della tipologia monasteriale: spazi introversi rispetto ai fronti strada di varia cubatura, distribuiti tramite collegamenti verticali maniche orizzontali attorno alle ampie corti e cortili interni caratterizzati, in questo caso, da una forte presenza di verde urbano. Come molti complessi storici passati\u00a0convertiti a funzione militare, l\u2019ex caserma \u201cGucci\u201d presenta ambienti di grande pregio contrapposti a volumi incongrui e di scarso valore o spazi in forte degrado e inaccessibilit\u00e0. Il progetto, vista la complessit\u00e0 e le dimensioni dell\u2019edificio, suggerisce una \u201cbonifica\u201d progressiva attraverso la ripartizione di funzioni temporanee capaci di espandersi ed articolarsi nel tempo, con lo scopo di sperimentare la capacit\u00e0 del luogo di accogliere nuove destinazioni per la citt\u00e0 futura. Viene proposto un percorso tematico principale,\u00a0che dall\u2019entrata su via dell\u2019Abbadia collega le corti interne distribuendo e ottimizzando spazi e funzioni.<br \/>\nIl DPE si divide cos\u00ec in quattro macro aree-obiettivo: l\u2019Area del turismo sociale, l\u2019Area del welfare, l\u2019Area d\u2019incubazione d\u2019impresa e l\u2019Area del distretto culturale. Servizi come bar, ristorazione, reception e osteria sono allocati strategicamente per aumentare il carattere di fruibilit\u00e0 pubblica e di presidio del complesso.<\/p>\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il complesso religioso dei Santi Naborre e Felice \u00e8 stato una delle pi\u00f9 antiche e importanti sedi di stanziamento e diffusione del cristianesimo cittadino fin dai primi secoli dell\u2019era Cristiana, ricoprendo forse il ruolo di prima sede episcopale della citt\u00e0. 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